Trasporti e Rischio Guerra: Verso una “Nuova Normalità” nel Canale di Hormuz?
Il settore dei trasporti marittimi sta attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, la mappa del rischio globale è stata ridisegnata, costringendo operatori e aziende a confrontarsi con dinamiche che molti speravano fossero solo temporanee.
Lo Stretto di Hormuz: Il Nuovo Punto Critico
Dall’inizio delle ostilità il 28 febbraio scorso, l’attenzione globale si è spostata su toponimi ormai familiari ma carichi di tensione: dall’isola di Kharg allo stretto di Hormuz. Quest’ultimo, braccio di mare vitale tra l’Iran e i paesi del Golfo Persico, è oggi il centro di una crisi energetica senza precedenti dovuta alla scarsità di petrolio e gas.
Sebbene il trasporto marittimo non sia nuovo a interruzioni repentine — si pensi al blocco del canale di Suez causato dalla Ever Given nel 2021 o agli attacchi Houthi nel Mar Rosso nel 2023 — la situazione attuale presenta sfide inedite.
Gli Impatti sulla Supply Chain: Costi e Ritardi
L’instabilità nell’area ha imposto un cambio di rotta drastico verso il sud del globo. Molte navi scelgono ora il passaggio dal Capo di Buona Speranza in Sudafrica. Questa deviazione comporta:
- Aumento del Transit Time: il numero di giorni di viaggio cresce in modo significativo.
- Lievitazione dei Costi: le spese di trasporto aumentano, gravando spesso sull’ultimo anello della catena.
- Logiche Combinate: per ovviare ai blocchi, si stanno studiando rotte combinate tra aereo e nave o l’utilizzo di nuovi porti di trasbordo.
Il Mercato Assicurativo: Prezzi Moltiplicati ma Capacità Stabile
Nonostante la complessità del rischio guerra, il mercato assicurativo sta rispondendo con pragmatismo. Come evidenziato da esperti del settore, la capacità assicurativa resta disponibile, ma a un prezzo molto più alto.
Il pricing è diventato un vero e proprio moltiplicatore: se un tasso standard per il rischio guerra si attestava intorno allo 0,05% sul valore della merce, oggi le quotazioni oscillano in un range tra lo 0,20% e lo 0,50%.
Una Nuova Normalità?
Secondo gli esperti, il comparto è di fronte a una “nuova normalità” con la quale sarà necessario convivere. In Italia, solo il 30% delle merci è attualmente coperto da una polizza trasporti, sintomo di una cultura assicurativa ancora bassa.
Tuttavia, in un contesto dove i costi operativi per le navi ferme possono diventare insostenibili, l’assicurazione non deve più essere vista come un costo accessorio, ma come un asset strategico fondamentale per proteggere il business dalle incertezze della geopolitica.